Ricaricare una Tesla d'inverno: autonomia, preriscaldamento e velocità
Il freddo è il momento in cui i neopatentati dell’elettrico ricevono la sorpresa più grande, e ricaricare una Tesla d’inverno funziona in modo abbastanza diverso da meritare qualche regola imparata prima del primo gelo. La batteria perde autonomia e si ricarica più lentamente quando fa freddo, ma un paio di abitudini recuperano gran parte del divario, e una volta diventate automatiche la guida invernale smette di sembrare un compromesso.
Perché il freddo cambia tutto
Con il calo delle temperature succedono due cose. Primo, l’autonomia diminuisce: una riduzione del 20-30 percento rispetto all’autonomia in clima mite è normale con freddo intenso, causata dalla chimica della batteria e dall’energia spesa per riscaldare l’abitacolo. L’effetto è peggiore in autostrada, dove il riscaldamento resta acceso per ore e l’alta velocità mette già sotto sforzo la batteria. Secondo, una batteria fredda si ricarica lentamente, con velocità di ricarica rapida che calano dal 30 al 50 percento finché il pacco non si scalda. Nessuno dei due è un difetto: è semplicemente il comportamento normale di ogni auto elettrica al freddo.
Il preriscaldamento è la chiave
Se c’è un’abitudine da portare a casa da questo articolo, è il preriscaldamento. Scaldare la batteria prima di ricaricare recupera gran parte della velocità perduta, e secondo Tesla un pacco preriscaldato può caricarsi dal 20 al 30 percento più rapidamente rispetto a uno freddo. Il modo più semplice per attivarlo è impostare la navigazione verso un Supercharger, che spinge l’auto a scaldare la batteria durante l’avvicinamento, mostrando la notifica “Preriscaldamento batteria per la ricarica rapida” mentre lo fa. Per l’uso quotidiano, la Partenza Programmata scalda batteria e abitacolo per essere pronta a un orario stabilito, idealmente mentre l’auto è collegata alla presa.
Ricaricare a casa quando fa freddo
È a casa che le buone abitudini invernali danno i loro frutti. Tenete l’auto collegata alla presa ogni volta che è parcheggiata, perché una batteria connessa può regolare la propria temperatura usando l’energia della rete invece di consumare autonomia per restare calda. Un caricatore di Livello 2 (240V) mantiene il pacco più caldo rispetto a una presa domestica lenta, e la Partenza Programmata permette di terminare la ricarica proprio nel momento in cui si esce, così la batteria è calda dalla ricarica stessa quando si scollega. Riscaldare l’abitacolo dall’app prima di partire, poi, consuma energia dalla rete e non dall’autonomia.
Supercharging d’inverno
In un viaggio invernale, mettete in conto soste leggermente più lunghe e lasciate che sia l’auto ad aiutarvi. Impostate sempre la navigazione verso il Supercharger, così la batteria si preriscalda lungo il tragitto: arrivare a freddo significa partire lentamente mentre il pacco si scalda grazie alla corrente in ingresso. Cercate di evitare di arrivare con carica molto bassa quando fa freddo, perché una batteria scarica e fredda si ricarica più lentamente di tutte. Aggiungere un po’ di tempo in più e un margine più ampio a ogni tappa mantiene rilassante anche una giornata gelida, invece di renderla stressante.
Proteggere l’autonomia durante la guida
Le abitudini di ricarica sono solo metà della storia invernale: anche il modo in cui si guida conta allo stesso modo. Preriscaldare l’abitacolo mentre l’auto è ancora collegata alla presa fa sì che il riscaldamento non peschi subito dalla batteria appena si parte, e sui modelli dotati di pompa di calore il climatizzatore è molto più delicato sull’autonomia rispetto ai vecchi riscaldatori resistivi. I sedili riscaldati sono il trucco di efficienza da conoscere: scaldano direttamente il corpo con una frazione dell’energia richiesta da un abitacolo caldo, quindi affidarsi a loro permette di tenere l’aria più fresca senza avvertirne il disagio.
Il resto è normale buon senso invernale. La pressione degli pneumatici scende con il calo delle temperature, e pneumatici sottogonfiati costano autonomia, quindi un controllo invernale ripaga sempre. Neve e fanghiglia aumentano la resistenza al rotolamento, e un box da tetto o un porta-sci aggiungono resistenza aerodinamica: entrambi fattori che il pianificatore dell’auto potrebbe sottostimare. Rallentare in autostrada recupera più autonomia al freddo che in quasi ogni altro periodo dell’anno. Nessuna di queste abitudini è determinante da sola, ma sommate ampliano sensibilmente il margine in una giornata gelida.
La mentalità giusta per l’inverno
Niente di tutto questo rende la Tesla un’auto poco adatta all’inverno: la rende un’auto che premia qualche nuova routine. Preriscaldate prima di ricaricare, restate collegati alla presa quando potete, pianificate le tappe con un margine più ampio e affidatevi alla Partenza Programmata per iniziare le mattine con l’auto già calda. Adottate queste abitudini e il freddo diventa una variabile gestibile invece che una fonte di ansia, e la guida resta composta a gennaio quanto lo è a luglio.